Corsa e meditazione: un legame inaspettato
Negli anni in cui mi sono dedicata alla corsa ho spesso percepito, al suo interno, una sorta di meditazione — molto più rispetto ad altri sport che avevo praticato in precedenza.
Questo pensiero era già presente prima di conoscere lo yoga, quando ancora mi sembrava un mondo lontano fatto di pratiche statiche. Credevo, come tanti, che fosse solo una ginnastica rilassante.
Dico questo per far capire che ciò che state leggendo non è scritto da una fanatica dello yoga che si è data alla corsa, ma da un’amante della corsa che ha scoperto i benefici dello yoga e ora ve li racconta.
I benefici (e i limiti) della corsa
Sono ormai noti i benefici della corsa su corpo e mente, ma non dobbiamo dimenticare che il movimento ripetitivo sulle lunghe distanze è usurante.
Sappiamo bene che correre porta via molto tempo e che, proprio per questo, molti podisti — solitamente molto informati su quali scarpe acquistare e quante ripetute fare — si “dimenticano” di:
Allenare la corsa produce enormi benefici, ma a lungo andare la catena posteriore si contrae, il torace si chiude, le scapole si aprono e si assume una postura scorretta, tipica del runner di lunghe distanze.
È quindi fondamentale bilanciare il lavoro, dando tonicità e stabilità al tronco, così da prevenire mal di schiena e disequilibri nella parte inferiore del corpo.
Il respiro: il cuore della performance
Una parte fondamentale nella corsa è il respiro.
Quando il sistema respiratorio e quello circolatorio entrano in equilibrio — cioè quando la quantità d’aria in ingresso corrisponde a quella in uscita — il corpo è in grado di svolgere le sue funzioni con il minimo sforzo.
I velocisti, al contrario, hanno respiri brevi e intensi: spesso tossiscono e, a volte, arrivano a vomitare.
Imparare a regolare il respiro sotto sforzo e ad aumentare la capacità polmonare aiuta a migliorare le prestazioni. Allo stesso tempo, concentrarsi sul respiro permette di mantenere la mente calma.
La mente che corre (più delle gambe)
Eh sì, la mente. Che pensa… e pensa.
A cosa pensa durante la corsa?
“Ho rallentato, quello dietro mi ha superato, devo raggiungere quello davanti, che fatica, non ce la faccio più, ho le gambe dure, mi fa male il ginocchio… non ho fatto la spesa!”
Quante volte avreste voluto metterla a tacere?
La mente che corre (più delle gambe)
Eh sì, la mente. Che pensa… e pensa.
A cosa pensa durante la corsa?
“Ho rallentato, quello dietro mi ha superato, devo raggiungere quello davanti, che fatica, non ce la faccio più, ho le gambe dure, mi fa male il ginocchio… non ho fatto la spesa!”
Quante volte avreste voluto metterla a tacere?
Allenare la mente: entrare nello stato di flow
Tutto si può allenare. Possiamo imparare a:
Questo evita che si inneschino stati d’ansia o tensione.
“Sento che fa freddo, ma va bene così. Sento un fastidio al ginocchio: lo osservo, ci respiro dentro, sposto l’attenzione e proseguo.” (Se invece il dolore emerge in allenamento, accetto anche di fermarmi, stare e riposare.)
Chi riesce a farlo può isolarsi dagli stimoli esterni e concentrarsi solo sul rumore dei passi, il battito del cuore e il suono del respiro.
Quando questi elementi si fondono insieme, si entra — quasi per magia — nella zona autotelica: una forma di meditazione in movimento in cui sembra di volare.
Se non ti è mai successo e vorresti provarlo, sappi che è possibile.
Yoga, molto più di una ginnastica
Lo yoga non è una semplice ginnastica, ma un insieme di pratiche volte a connettere mente e corpo.
Quando parlo di yoga, intendo una triade composta da:
Una pratica completa coinvolge tutte e tre queste componenti.
Un percorso di crescita (non sempre comodo)
Lo yoga non fa miracoli. È un percorso di crescita personale che richiede la disponibilità a guardarsi dentro.
All’inizio può sembrare scomodo, a volte persino fastidioso, perché costringe a rallentare, a osservare, a restare in posizioni che mettono in luce i limiti del corpo.
Ma è proprio attraverso la pratica sul tappetino che si imparano strumenti preziosi come migliorare la respirazione e aumentare la capacità polmonare, sviluppare concentrazione, aumentare la flessibilità muscolare, rafforzare core e arti inferiori, scoprire la magia dello shavasana, il meritato riposo dopo lo sforzo.
Quante volte te lo sei davvero concesso?
Scritto da Raffaella Uggè



